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Movimento Permesso

La definizione movimento permesso è indicativa: il paziente è analizzato eseguendo dei test di mobilità che includono azioni condotte dall'osteopata con il fine di analizzare la risposta di una data area del corpo per classificarla in termini qualitativi e quantitativi.

Per fare un esempio è possibile analizzare un movimento articolare, prendendo i capi ossei e provare a muoverli secondo le superfici di contatto proprie dell'articolazione che li collega. Evidentemente il movimento avverrà obbligatoriamente lungo linee ben precise e dettate dalla forma, dalla geometria dei piani articolari in contatto fra loro. Così sarà possibile misurare quanto una data articolazione si muove. Non essendo coinvolte solamente le ossa, sarà possibile percepire le variazioni di resistenza che, durante l'esecuzione del test, andranno man mano variando. E' una modalità di lavoro che definiamo efferente in quanto l'osteopata esercita un'azione sul paziente. Ne deriva una valutazione che sarà il risultato dell'interazione di due sistemi: le forze usate dall'osteopata e la reazione che il paziente volontariamente o involontariamente offrirà all'azione dell'osteopata. Con questa modalità l'osteopata valuta approfonditamente la situazione clinica del paziente e poi, all'atto pratico ha un solo strumento: le mani! Sembra poco, in realtà egli è in grado di fare moltissimo, grazie ad una vasta gamma di manualità comunemente note come Tecniche. 

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